Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato scelto dalla maggior parte di chi apre una partita IVA individuale. Anche per il 2026 le regole sono state confermate. Vediamo come funziona e quando conviene davvero.
Chi può accedere
- persone fisiche con ricavi o compensi fino a 85.000 euro l’anno (ragguagliati ai giorni di attività per chi inizia in corso d’anno);
- chi nell’anno precedente non ha percepito redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a 35.000 euro;
- chi non ha sostenuto spese per dipendenti e collaboratori oltre 20.000 euro.
Ci sono poi alcune cause di esclusione: per esempio la partecipazione in società di persone, il controllo di srl che svolgono attività simili o il lavoro prevalente verso l’ex datore di lavoro degli ultimi due anni.
Come si calcolano le tasse
Nel forfettario non si deducono i costi reali. Il reddito si ottiene applicando ai ricavi un coefficiente di redditività stabilito per ciascun codice attività: per esempio il 78% per molti professionisti, il 40% per il commercio. Su questo reddito, al netto dei contributi versati, si paga un’imposta sostitutiva del 15%, che scende al 5% per i primi cinque anni per le nuove attività che rispettano determinati requisiti.
Gli altri vantaggi
Niente IVA in fattura, niente ritenute d’acconto subite, contabilità semplificata e meno adempimenti. Resta però l’obbligo di fattura elettronica e, sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro, l’imposta di bollo da 2 euro.
Quando non conviene
Se hai costi reali alti rispetto al coefficiente forfettario, se prevedi di superare rapidamente la soglia o se lavori molto con aziende che preferiscono fornitori con IVA, il regime ordinario può risultare più vantaggioso. Attenzione anche al superamento dei 100.000 euro in corso d’anno, che fa uscire subito dal regime.
Come scegliere
La scelta va fatta con i numeri: ricavi attesi, costi, contributi, altri redditi. Quando seguiamo l’apertura di una partita IVA facciamo una simulazione dei due regimi, così sai fin da subito quanto mettere da parte.
Domande frequenti
Qual è il limite di ricavi del regime forfettario?
85.000 euro annui. Se si superano i 100.000 euro in corso d’anno si esce dal regime immediatamente.
Chi ha diritto all’aliquota del 5%?
Le nuove attività, per i primi cinque anni, se l’attività non è la prosecuzione di un lavoro dipendente o autonomo precedente e se sono rispettati gli altri requisiti di legge.
Nel forfettario si possono scaricare le spese?
No, i costi reali non si deducono: il reddito si calcola con il coefficiente di redditività previsto per il proprio codice attività. Sono deducibili i contributi previdenziali versati.
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