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	<title>Notizie Archives - Effe Dati</title>
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	<description>Studio di consulenza fiscale e contabile a Milano</description>
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	<title>Notizie Archives - Effe Dati</title>
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	<item>
		<title>Scadenze fiscali di fine anno: cosa ricordare tra novembre e dicembre</title>
		<link>https://www.effedati.it/notizie/scadenze-fiscali-fine-anno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[wfbadmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla dichiarazione dei redditi al secondo acconto, fino al saldo IMU e all’acconto IVA: il promemoria delle scadenze più importanti di fine anno.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’ultima parte dell’anno è tra le più fitte di appuntamenti con il fisco. Ecco un promemoria delle scadenze principali per privati, partite IVA e società. Le date tengono conto degli slittamenti quando il termine cade di sabato o in un giorno festivo.</p>
<h2>Inizio novembre: dichiarazioni dei redditi</h2>
<p>Il termine ordinario per presentare il <strong>modello Redditi</strong> (persone fisiche, società, IRAP) è il 31 ottobre; nel 2026 cade di sabato e slitta a <strong>lunedì 2 novembre</strong>. Alla stessa data scade anche il modello 770 dei sostituti d’imposta. Chi ha dimenticato qualcosa può ancora rimediare con una dichiarazione tardiva entro 90 giorni, pagando una sanzione ridotta.</p>
<h2>30 novembre: secondo acconto</h2>
<p>Entro il <strong>30 novembre</strong> si versa il secondo acconto di IRPEF, IRES, IRAP, cedolare secca e, per chi ne è soggetto, dei contributi previdenziali. È anche la scadenza per la comunicazione delle liquidazioni IVA del terzo trimestre. Prima di pagare conviene verificare con il proprio consulente se il calcolo “storico” è davvero il più conveniente: in alcuni casi si può versare un importo inferiore sulla base del reddito previsto.</p>
<div class="ed-box"><strong>Consiglio:</strong> l’acconto si calcola sull’anno precedente. Se quest’anno hai guadagnato meno, valuta il metodo previsionale: si paga meno, ma serve una stima accurata per non incorrere in sanzioni.</div>
<h2>16 dicembre: saldo IMU</h2>
<p>Il <strong>16 dicembre</strong> si paga la seconda rata dell’IMU sugli immobili diversi dall’abitazione principale, applicando le aliquote deliberate dal Comune per l’anno in corso. Lo stesso giorno scadono i versamenti mensili di ritenute e IVA.</p>
<h2>27 dicembre: acconto IVA</h2>
<p>Le partite IVA in regime ordinario versano l’<strong>acconto IVA</strong> entro il 27 dicembre (nel 2026 è domenica, quindi il termine slitta al primo giorno lavorativo successivo). I forfettari ne sono esclusi.</p>
<h2>Non solo scadenze</h2>
<p>Fine anno è anche il momento giusto per fare qualche verifica: spese detraibili da sostenere entro il 31 dicembre, versamenti alla previdenza complementare, valutazione del regime fiscale per l’anno successivo. Per chi ha una partita IVA è utile una situazione contabile aggiornata per non arrivare impreparati al saldo di giugno.</p>
<p>Se preferisci non pensarci, possiamo seguire noi il tuo <a href="/servizi/dichiarazioni-dei-redditi/">calendario fiscale</a> e avvisarti per tempo.</p>
<h2>Domande frequenti</h2>
<h3>Cosa succede se pago un acconto in ritardo?</h3>
<p>Si può rimediare con il ravvedimento operoso, pagando una sanzione ridotta e gli interessi. Prima si interviene, minore è la sanzione.</p>
<h3>I forfettari pagano l’acconto IVA?</h3>
<p>No, i contribuenti in regime forfettario non applicano l’IVA e non versano l’acconto di dicembre.</p>
<h3>Quando si paga il saldo IMU?</h3>
<p>Entro il 16 dicembre, con le aliquote deliberate dal Comune per l’anno in corso.</p>
<p class="ed-box"><strong>Hai un dubbio sulla tua situazione?</strong> <a href="/contatti/">Scrivici o prenota una consulenza</a>: in Via Frua 24 a Milano o in videochiamata.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Avviso bonario dell’Agenzia delle Entrate: cosa fare (e in quanto tempo)</title>
		<link>https://www.effedati.it/notizie/avviso-bonario-cosa-fare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[wfbadmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hai ricevuto una comunicazione di irregolarità? Ecco i termini per pagare, chiedere la correzione o rateizzare, e quanto si risparmia sulle sanzioni.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’avviso bonario, o <strong>comunicazione di irregolarità</strong>, è la lettera con cui l’Agenzia delle Entrate segnala che dai controlli sulla dichiarazione risulta un’imposta non versata o versata in parte. Non è ancora una cartella: è un invito a mettersi in regola a condizioni agevolate. Proprio per questo non va lasciato nel cassetto.</p>
<h2>Perché arriva un avviso bonario</h2>
<p>Nasce di solito dai controlli automatici sulla dichiarazione (per esempio un F24 non pagato o pagato in ritardo, un errore di calcolo, un credito non spettante) oppure dai controlli formali, quando l’Agenzia verifica i documenti che giustificano detrazioni e deduzioni.</p>
<h2>Quanto tempo hai</h2>
<p>Per le comunicazioni elaborate dal 2025 il termine è di <strong>60 giorni</strong> dal ricevimento. Se l’avviso arriva al tuo intermediario abilitato tramite i canali telematici il termine sale a 90 giorni, mentre per alcuni redditi a tassazione separata restano 30 giorni. Dal 1° agosto al 4 settembre i termini sono sospesi.</p>
<div class="ed-box"><strong>In pratica:</strong> appena ricevi la lettera, segna la data. Entro il termine puoi pagare con sanzioni ridotte, chiedere una rettifica se l’avviso è sbagliato oppure chiedere la rateizzazione.</div>
<h2>Quanto si risparmia</h2>
<p>Chi paga entro il termine beneficia della <strong>riduzione delle sanzioni</strong>: per i controlli automatici la sanzione scende a un terzo di quella ordinaria (8,33% dell’imposta per le violazioni più recenti), per i controlli formali a due terzi. Restano dovuti l’imposta e gli interessi.</p>
<h2>Se pensi che l’avviso sia sbagliato</h2>
<p>Capita più spesso di quanto si pensi: un pagamento fatto con un codice tributo errato, un credito compensato correttamente ma non abbinato, una spesa documentata che non è stata considerata. In questi casi si chiede la correzione tramite il servizio <strong>CIVIS</strong> dell’Agenzia delle Entrate o allo sportello, allegando i documenti. Se la richiesta viene accolta arriva un avviso corretto o l’annullamento.</p>
<h2>Si può rateizzare?</h2>
<p>Sì. Le somme dell’avviso bonario si possono dividere fino a <strong>20 rate trimestrali</strong>, senza dover dimostrare difficoltà economiche. La prima rata va pagata entro il termine dell’avviso; sulle successive si pagano gli interessi. Attenzione ai ritardi: saltare una rata può far perdere il beneficio.</p>
<h2>Cosa succede se non fai nulla</h2>
<p>Trascorso il termine, le somme vengono iscritte a ruolo con la sanzione piena e arrivano sotto forma di <strong>cartella di pagamento</strong>, con ulteriori interessi e costi di riscossione. Rispondere subito è quasi sempre la scelta più conveniente.</p>
<p>Puoi approfondire anche nella nostra pagina dedicata ad <a href="/servizi/contenzioso-tributario/">avvisi, cartelle e contenzioso</a>.</p>
<h2>Domande frequenti</h2>
<h3>L’avviso bonario è una cartella esattoriale?</h3>
<p>No. È una comunicazione preventiva che permette di pagare con sanzioni ridotte o di chiedere una correzione. La cartella arriva solo se non si risponde entro i termini.</p>
<h3>Posso pagare l’avviso bonario a rate?</h3>
<p>Sì, fino a 20 rate trimestrali. La prima rata va versata entro il termine indicato nell’avviso.</p>
<h3>Come contesto un avviso bonario sbagliato?</h3>
<p>Con una richiesta di correzione tramite il servizio CIVIS o allo sportello dell’Agenzia delle Entrate, allegando i documenti che dimostrano l’errore.</p>
<p class="ed-box"><strong>Hai un dubbio sulla tua situazione?</strong> <a href="/contatti/">Scrivici o prenota una consulenza</a>: in Via Frua 24 a Milano o in videochiamata.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Srl o ditta individuale? Come scegliere la forma giusta per la tua attività</title>
		<link>https://www.effedati.it/notizie/srl-o-ditta-individuale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[wfbadmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Responsabilità, tasse, costi di gestione e prospettive: i criteri per scegliere tra ditta individuale, società di persone e srl.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando un’attività cresce, prima o poi arriva la domanda: conviene restare ditta individuale o costituire una società? Non esiste una risposta valida per tutti, ma ci sono alcuni criteri che aiutano a decidere.</p>
<h2>Responsabilità</h2>
<p>Nella <strong>ditta individuale</strong> e nelle società di persone (snc, sas) chi gestisce risponde dei debiti dell’attività anche con il proprio patrimonio personale. Nella <strong>srl</strong>, invece, i soci rischiano di regola solo quanto hanno conferito. Per attività con rischi elevati o importanti impegni finanziari questo è spesso il fattore decisivo.</p>
<h2>Tassazione</h2>
<p>Il reddito della ditta individuale e delle società di persone è tassato con l’<strong>IRPEF</strong>, progressiva, in capo al titolare o ai soci. La srl paga invece l’<strong>IRES</strong> al 24%, oltre all’IRAP; gli utili distribuiti ai soci sono poi tassati come dividendi. Con utili alti e reinvestiti nell’azienda la srl può risultare più conveniente; con utili contenuti, spesso no.</p>
<div class="ed-box"><strong>Il consiglio:</strong> prima di decidere facciamo una simulazione su due o tre anni, considerando tasse, contributi, compensi degli amministratori e costi di gestione.</div>
<h2>Costi e adempimenti</h2>
<p>La srl richiede l’atto notarile, il bilancio annuale depositato in Camera di Commercio, la contabilità ordinaria e più adempimenti. La ditta individuale è più semplice ed economica da gestire. Le società di persone stanno nel mezzo.</p>
<h2>Soci e prospettive</h2>
<p>Se pensi di far entrare nuovi soci, cercare investitori o un domani cedere l’attività, la srl offre strumenti più flessibili: quote, patti parasociali, possibilità di trasformazioni.</p>
<h2>Si può cambiare dopo?</h2>
<p>Sì: una ditta individuale può essere conferita in una società e una società di persone può trasformarsi in srl. Sono però operazioni con costi e implicazioni fiscali da valutare con attenzione.</p>
<p>Ti accompagniamo nella scelta e nella <a href="/servizi/consulenza-societaria/">costituzione della società</a>, insieme al notaio.</p>
<h2>Domande frequenti</h2>
<h3>Con una srl pago meno tasse?</h3>
<p>Dipende dagli utili e da quanto ne distribuisci. La srl paga l’IRES al 24% più IRAP, e i dividendi sono tassati a parte: serve una simulazione sul tuo caso.</p>
<h3>Quanto costa costituire una srl?</h3>
<p>Oltre al capitale sociale ci sono i costi del notaio, le imposte e i diritti di iscrizione. Ti indichiamo un preventivo completo prima di partire.</p>
<h3>Posso trasformare la mia ditta in società?</h3>
<p>Sì, con il conferimento dell’azienda in una società. È un’operazione da pianificare per gestire correttamente gli effetti fiscali.</p>
<p class="ed-box"><strong>Hai un dubbio sulla tua situazione?</strong> <a href="/contatti/">Scrivici o prenota una consulenza</a>: in Via Frua 24 a Milano o in videochiamata.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Regime forfettario 2026: requisiti, tasse e quando conviene</title>
		<link>https://www.effedati.it/notizie/regime-forfettario-come-funziona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[wfbadmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.effedati.it/?p=235</guid>

					<description><![CDATA[<p>Soglia di 85.000 euro, imposta al 5% o al 15%, coefficienti di redditività: come funziona il regime forfettario e come capire se fa per te.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato scelto dalla maggior parte di chi apre una partita IVA individuale. Anche per il 2026 le regole sono state confermate. Vediamo come funziona e quando conviene davvero.</p>
<h2>Chi può accedere</h2>
<ul>
<li>persone fisiche con ricavi o compensi fino a <strong>85.000 euro</strong> l’anno (ragguagliati ai giorni di attività per chi inizia in corso d’anno);</li>
<li>chi nell’anno precedente non ha percepito redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a <strong>35.000 euro</strong>;</li>
<li>chi non ha sostenuto spese per dipendenti e collaboratori oltre <strong>20.000 euro</strong>.</li>
</ul>
<p>Ci sono poi alcune cause di esclusione: per esempio la partecipazione in società di persone, il controllo di srl che svolgono attività simili o il lavoro prevalente verso l’ex datore di lavoro degli ultimi due anni.</p>
<h2>Come si calcolano le tasse</h2>
<p>Nel forfettario non si deducono i costi reali. Il reddito si ottiene applicando ai ricavi un <strong>coefficiente di redditività</strong> stabilito per ciascun codice attività: per esempio il 78% per molti professionisti, il 40% per il commercio. Su questo reddito, al netto dei contributi versati, si paga un’imposta sostitutiva del <strong>15%</strong>, che scende al <strong>5% per i primi cinque anni</strong> per le nuove attività che rispettano determinati requisiti.</p>
<div class="ed-box"><strong>Esempio semplificato:</strong> un consulente con 40.000 euro di compensi e coefficiente del 78% ha un reddito imponibile di 31.200 euro, da cui si sottraggono i contributi versati prima di applicare l’imposta sostitutiva.</div>
<h2>Gli altri vantaggi</h2>
<p>Niente IVA in fattura, niente ritenute d’acconto subite, contabilità semplificata e meno adempimenti. Resta però l’obbligo di <a href="/notizie/fattura-elettronica-forfettari/">fattura elettronica</a> e, sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro, l’imposta di bollo da 2 euro.</p>
<h2>Quando non conviene</h2>
<p>Se hai costi reali alti rispetto al coefficiente forfettario, se prevedi di superare rapidamente la soglia o se lavori molto con aziende che preferiscono fornitori con IVA, il regime ordinario può risultare più vantaggioso. Attenzione anche al superamento dei 100.000 euro in corso d’anno, che fa uscire subito dal regime.</p>
<h2>Come scegliere</h2>
<p>La scelta va fatta con i numeri: ricavi attesi, costi, contributi, altri redditi. Quando seguiamo l’<a href="/servizi/partita-iva/">apertura di una partita IVA</a> facciamo una simulazione dei due regimi, così sai fin da subito quanto mettere da parte.</p>
<h2>Domande frequenti</h2>
<h3>Qual è il limite di ricavi del regime forfettario?</h3>
<p>85.000 euro annui. Se si superano i 100.000 euro in corso d’anno si esce dal regime immediatamente.</p>
<h3>Chi ha diritto all’aliquota del 5%?</h3>
<p>Le nuove attività, per i primi cinque anni, se l’attività non è la prosecuzione di un lavoro dipendente o autonomo precedente e se sono rispettati gli altri requisiti di legge.</p>
<h3>Nel forfettario si possono scaricare le spese?</h3>
<p>No, i costi reali non si deducono: il reddito si calcola con il coefficiente di redditività previsto per il proprio codice attività. Sono deducibili i contributi previdenziali versati.</p>
<p class="ed-box"><strong>Hai un dubbio sulla tua situazione?</strong> <a href="/contatti/">Scrivici o prenota una consulenza</a>: in Via Frua 24 a Milano o in videochiamata.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Affitti: cedolare secca o tassazione ordinaria?</title>
		<link>https://www.effedati.it/notizie/cedolare-secca-affitti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[wfbadmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.effedati.it/notizie/cedolare-secca-affitti/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come funziona la cedolare secca sugli affitti, quando conviene rispetto all’IRPEF e cosa cambia per affitti brevi e canone concordato.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Chi affitta un immobile può scegliere come tassare il canone: con l’<strong>IRPEF ordinaria</strong>, sommandolo agli altri redditi, oppure con la <strong>cedolare secca</strong>, un’imposta sostitutiva con aliquota fissa.</p>
<h2>Come funziona la cedolare secca</h2>
<p>L’aliquota ordinaria è del <strong>21%</strong> sul canone annuo, ridotta al <strong>10%</strong> per i contratti a canone concordato nei comuni previsti, come Milano. Sostituisce IRPEF, addizionali e imposte di registro e bollo sul contratto. In cambio, il proprietario rinuncia agli aggiornamenti ISTAT del canone per la durata dell’opzione.</p>
<h2>Quando conviene</h2>
<p>In generale conviene a chi ha redditi medio-alti, perché evita aliquote IRPEF più elevate. Con redditi bassi o con molte detrazioni da sfruttare, la tassazione ordinaria può invece risultare più vantaggiosa.</p>
<div class="ed-box"><strong>Esempio:</strong> con un canone di 12.000 euro l’anno la cedolare al 21% costa 2.520 euro; a canone concordato al 10% scende a 1.200 euro.</div>
<h2>Affitti brevi</h2>
<p>Anche le locazioni brevi possono usare la cedolare secca, con aliquote specifiche che variano a seconda di quanti immobili si destinano a questa attività. Oltre un certo numero di appartamenti l’attività si considera d’impresa e servono partita IVA e contabilità.</p>
<h2>Cosa valutiamo con te</h2>
<p>Facciamo il confronto tra le due tassazioni sulla tua situazione, verifichiamo i requisiti del canone concordato e ci occupiamo della dichiarazione.</p>
<p>Scopri il servizio per le <a href="/servizi/dichiarazioni-dei-redditi/">dichiarazioni dei redditi</a>.</p>
<h2>Domande frequenti</h2>
<h3>Qual è l’aliquota della cedolare secca?</h3>
<p>Il 21% in generale e il 10% per i contratti a canone concordato nei comuni previsti.</p>
<h3>Con la cedolare secca posso aumentare l’affitto con l’ISTAT?</h3>
<p>No, per la durata dell’opzione il proprietario rinuncia all’aggiornamento del canone.</p>
<h3>La cedolare secca vale per gli affitti brevi?</h3>
<p>Sì, con aliquote specifiche. Oltre un certo numero di immobili l’attività diventa d’impresa.</p>
<p class="ed-box"><strong>Hai un dubbio sulla tua situazione?</strong> <a href="/contatti/">Scrivici o prenota una consulenza</a>: in Via Frua 24 a Milano o in videochiamata.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Aprire la partita IVA a Milano: i passi, i tempi e gli errori da evitare</title>
		<link>https://www.effedati.it/notizie/aprire-partita-iva-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[wfbadmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.effedati.it/?p=236</guid>

					<description><![CDATA[<p>Codice ATECO, regime fiscale, iscrizione previdenziale, PEC e fatture: la guida pratica per chi si mette in proprio a Milano.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Aprire una partita IVA è più semplice di quanto sembri, ma le scelte fatte all’inizio pesano per anni. Ecco i passaggi principali e gli errori più comuni che vediamo in studio.</p>
<h2>1. Scegliere il codice attività</h2>
<p>Il <strong>codice ATECO</strong> descrive l’attività svolta e determina, tra l’altro, il coefficiente di redditività nel regime forfettario e la gestione previdenziale. Dal 2025 è in vigore la nuova classificazione ATECO: vale la pena verificare con attenzione il codice più corretto.</p>
<h2>2. Scegliere il regime fiscale</h2>
<p>Forfettario, semplificato o ordinario: la scelta dipende da ricavi previsti, costi e altri redditi. Ne parliamo in dettaglio nell’articolo sul <a href="/notizie/regime-forfettario-come-funziona/">regime forfettario</a>.</p>
<h2>3. Aprire la partita IVA</h2>
<p>Per i liberi professionisti basta la dichiarazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate, gratuita. Chi svolge attività d’impresa (commercio, artigianato) deve anche iscriversi al <strong>Registro delle Imprese</strong> tramite la comunicazione unica, che avvisa insieme Agenzia delle Entrate, INPS e INAIL; per alcune attività serve la SCIA al Comune.</p>
<h2>4. Iscrizione previdenziale</h2>
<p>I professionisti senza un ordine con cassa propria si iscrivono alla <strong>Gestione separata INPS</strong>; artigiani e commercianti alle rispettive gestioni INPS, con contributi minimi fissi. Chi è iscritto a un albo versa invece alla propria cassa professionale.</p>
<div class="ed-box"><strong>Errore frequente:</strong> pensare solo alle tasse e dimenticare i contributi. Nel primo anno di attività conviene accantonare una parte di ogni incasso per imposte e contributi.</div>
<h2>5. Gli strumenti da attivare</h2>
<ul>
<li>PEC, obbligatoria per le imprese e consigliata a tutti;</li>
<li>firma digitale e SPID;</li>
<li>software o servizio per la fatturazione elettronica e la conservazione;</li>
<li>un conto corrente dedicato, per tenere separate le spese personali da quelle dell’attività.</li>
</ul>
<h2>Quanto tempo serve</h2>
<p>Per un professionista la partita IVA può essere attiva in giornata. Per un’impresa servono di solito pochi giorni lavorativi, a seconda delle pratiche necessarie.</p>
<p>Nel nostro studio di Via Frua seguiamo molti giovani che aprono la prima partita IVA: <a href="/servizi/partita-iva/">scopri come funziona il servizio</a>.</p>
<h2>Domande frequenti</h2>
<h3>Aprire la partita IVA costa?</h3>
<p>L’apertura all’Agenzia delle Entrate è gratuita. Per le imprese si aggiungono i diritti camerali e le eventuali pratiche comunali.</p>
<h3>Posso aprire la partita IVA se sono dipendente?</h3>
<p>In molti casi sì, salvo divieti del contratto di lavoro. Per il regime forfettario conta anche il limite dei 35.000 euro di reddito da lavoro dipendente.</p>
<h3>Serve la PEC per aprire la partita IVA?</h3>
<p>È obbligatoria per le imprese iscritte al Registro delle Imprese ed è comunque utile per comunicare con la pubblica amministrazione.</p>
<p class="ed-box"><strong>Hai un dubbio sulla tua situazione?</strong> <a href="/contatti/">Scrivici o prenota una consulenza</a>: in Via Frua 24 a Milano o in videochiamata.</p>
<p>The post <a href="https://www.effedati.it/notizie/aprire-partita-iva-milano/">Aprire la partita IVA a Milano: i passi, i tempi e gli errori da evitare</a> appeared first on <a href="https://www.effedati.it">Effe Dati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PEC, SPID e firma digitale: gli strumenti indispensabili per chi ha partita IVA</title>
		<link>https://www.effedati.it/notizie/pec-spid-firma-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[wfbadmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A cosa servono, chi è obbligato e come usarli: i tre strumenti digitali che semplificano i rapporti con fisco e pubblica amministrazione.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Chi lavora in proprio oggi non può fare a meno di tre strumenti: la posta elettronica certificata, l’identità digitale e la firma digitale. Vediamo a cosa servono e come sceglierli.</p>
<h2>PEC</h2>
<p>La <strong>posta elettronica certificata</strong> ha lo stesso valore di una raccomandata con ricevuta di ritorno. È obbligatoria per imprese e professionisti iscritti agli albi ed è il canale su cui arrivano molte comunicazioni ufficiali. Va controllata con regolarità: una PEC non letta si considera comunque consegnata.</p>
<h2>SPID e CIE</h2>
<p>L’identità digitale, con SPID o con la carta d’identità elettronica, permette di accedere ai servizi online di Agenzia delle Entrate, INPS, Comune e Camera di Commercio: cassetto fiscale, 730 precompilato, certificati.</p>
<h2>Firma digitale</h2>
<p>La <strong>firma digitale</strong> ha lo stesso valore legale della firma autografa. Serve per firmare contratti, pratiche camerali, bilanci e moltissimi documenti a distanza, senza stampare e scansionare.</p>
<div class="ed-box"><strong>Per i nostri clienti:</strong> con firma digitale e PEC si può gestire quasi tutto a distanza, dalla firma del mandato all’invio dei documenti.</div>
<h2>Da dove partire</h2>
<p>Se stai aprendo una partita IVA, conviene attivare i tre strumenti subito, insieme alla fatturazione elettronica. Ti aiutiamo a scegliere i servizi più adatti e a configurarli.</p>
<p>Approfondisci nella guida su <a href="/notizie/aprire-partita-iva-milano/">come aprire la partita IVA</a>.</p>
<h2>Domande frequenti</h2>
<h3>La PEC è obbligatoria per i forfettari?</h3>
<p>È obbligatoria per le imprese e per i professionisti iscritti agli albi; per gli altri è comunque fortemente consigliata.</p>
<h3>Con lo SPID posso vedere le mie dichiarazioni?</h3>
<p>Sì, accedendo all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate trovi dichiarazioni, F24 e il cassetto fiscale.</p>
<h3>La firma digitale vale come quella a penna?</h3>
<p>Sì, la firma digitale qualificata ha pieno valore legale.</p>
<p class="ed-box"><strong>Hai un dubbio sulla tua situazione?</strong> <a href="/contatti/">Scrivici o prenota una consulenza</a>: in Via Frua 24 a Milano o in videochiamata.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fattura elettronica per forfettari e professionisti: la guida pratica</title>
		<link>https://www.effedati.it/notizie/fattura-elettronica-forfettari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[wfbadmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.effedati.it/?p=237</guid>

					<description><![CDATA[<p>Obblighi, tempi di emissione, imposta di bollo e conservazione: tutto quello che serve per emettere fatture elettroniche senza errori.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 2024 la fattura elettronica è obbligatoria praticamente per tutti, compresi i contribuenti in regime forfettario. Per chi emette poche fatture al mese può sembrare un ostacolo, ma con gli strumenti giusti diventa una routine di pochi minuti.</p>
<h2>Come funziona</h2>
<p>La fattura elettronica è un file in formato XML che viene inviato al <strong>Sistema di Interscambio (SdI)</strong> dell’Agenzia delle Entrate, che lo controlla e lo consegna al cliente. Una fattura su carta o in PDF, per le operazioni tra soggetti residenti, non ha più valore fiscale.</p>
<h2>Entro quando va emessa</h2>
<p>La fattura immediata va trasmessa entro <strong>12 giorni</strong> dall’operazione. Per le cessioni di beni con documento di trasporto o per più prestazioni nello stesso mese è possibile la fattura differita, da emettere entro il 15 del mese successivo.</p>
<h2>Forfettari: le regole da ricordare</h2>
<ul>
<li>niente IVA in fattura, con l’indicazione della norma che prevede il regime;</li>
<li>imposta di bollo da 2 euro sulle fatture sopra 77,47 euro, da versare periodicamente;</li>
<li>nessuna ritenuta d’acconto da applicare;</li>
<li>numerazione progressiva e dati del cliente completi (codice destinatario o PEC).</li>
</ul>
<div class="ed-box"><strong>Da sapere:</strong> l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione gratuitamente un servizio per creare, inviare e conservare le fatture. Per chi ne emette tante, un software dedicato fa risparmiare tempo.</div>
<h2>Scarti e note di credito</h2>
<p>Se lo SdI scarta una fattura, per esempio per un codice fiscale errato, va corretta e reinviata entro cinque giorni mantenendo lo stesso numero e la stessa data. Se invece la fattura è stata consegnata ma contiene un errore, si emette una nota di credito.</p>
<h2>Conservazione</h2>
<p>Le fatture elettroniche vanno conservate in modo digitale a norma. Si può aderire gratuitamente al servizio di conservazione dell’Agenzia delle Entrate o usare quello del proprio software.</p>
<p>Se vuoi partire con il piede giusto, il nostro servizio di <a href="/servizi/fatturazione-elettronica/">assistenza alla fatturazione elettronica</a> ti accompagna dalla configurazione alla conservazione.</p>
<h2>Domande frequenti</h2>
<h3>Anche i forfettari devono emettere fattura elettronica?</h3>
<p>Sì, dal 1° gennaio 2024 l’obbligo riguarda in generale anche i contribuenti in regime forfettario.</p>
<h3>Entro quanti giorni va inviata la fattura elettronica?</h3>
<p>La fattura immediata entro 12 giorni dall’operazione; la differita entro il 15 del mese successivo.</p>
<h3>Cosa faccio se la fattura viene scartata?</h3>
<p>La correggi e la reinvii entro cinque giorni dallo scarto, con lo stesso numero e la stessa data.</p>
<p class="ed-box"><strong>Hai un dubbio sulla tua situazione?</strong> <a href="/contatti/">Scrivici o prenota una consulenza</a>: in Via Frua 24 a Milano o in videochiamata.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>730 precompilato: perché conviene farlo controllare</title>
		<link>https://www.effedati.it/notizie/730-precompilato-controllo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[wfbadmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.effedati.it/?p=238</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 730 precompilato è comodo, ma non sempre completo. Ecco cosa verificare per non perdere detrazioni e rimborsi.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni anno l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il <strong>730 precompilato</strong> con i dati che riceve da datori di lavoro, enti previdenziali, banche, medici e farmacie. È uno strumento utile, ma accettarlo così com’è può costare caro.</p>
<h2>Cosa può mancare</h2>
<ul>
<li>spese mediche pagate in contanti o non trasmesse correttamente;</li>
<li>spese per i figli: sport, mensa, asilo nido, università, affitto per studenti fuori sede;</li>
<li>interventi edilizi e di risparmio energetico degli anni precedenti, le cui rate continuano;</li>
<li>contributi alla previdenza complementare e assicurazioni;</li>
<li>familiari a carico non indicati o indicati in modo errato.</li>
</ul>
<h2>Cosa può essere sbagliato</h2>
<p>Capita di trovare spese attribuite al familiare sbagliato, rate di detrazioni edilizie non riportate o dati della certificazione unica da correggere. Ogni errore può tradursi in un rimborso più basso o, peggio, in un controllo successivo.</p>
<div class="ed-box"><strong>Da sapere:</strong> se presenti il 730 tramite un professionista o un CAF, i controlli documentali dell’Agenzia sulle spese si spostano sull’intermediario. Per questo ti chiederemo i documenti: è una garanzia anche per te.</div>
<h2>Le scadenze</h2>
<p>Il 730 precompilato è consultabile in primavera e va presentato entro il <strong>30 settembre</strong>. Presentarlo presto conviene: il rimborso arriva prima, di solito direttamente in busta paga o con la pensione.</p>
<h2>730 o modello Redditi?</h2>
<p>Il 730 è riservato a dipendenti e pensionati. Chi ha una partita IVA o alcuni redditi particolari deve usare il modello Redditi Persone Fisiche. In alcuni casi è possibile scegliere: valutiamo noi la soluzione migliore.</p>
<p>Scopri come funziona il nostro servizio per le <a href="/servizi/dichiarazioni-dei-redditi/">dichiarazioni dei redditi</a>.</p>
<h2>Domande frequenti</h2>
<h3>Il 730 precompilato è già corretto?</h3>
<p>Non sempre. Spesso mancano spese detraibili o ci sono dati da correggere: conviene farlo verificare.</p>
<h3>Entro quando si presenta il 730?</h3>
<p>Entro il 30 settembre. Prima lo presenti, prima ricevi l’eventuale rimborso.</p>
<h3>Quali documenti servono per il 730?</h3>
<p>Certificazione unica, scontrini e fatture delle spese mediche, interessi del mutuo, spese per i figli, ricevute per lavori sulla casa e ogni altro documento delle spese detraibili.</p>
<p class="ed-box"><strong>Hai un dubbio sulla tua situazione?</strong> <a href="/contatti/">Scrivici o prenota una consulenza</a>: in Via Frua 24 a Milano o in videochiamata.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cambiare commercialista: come fare senza perdere nulla</title>
		<link>https://www.effedati.it/notizie/cambiare-commercialista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[wfbadmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.effedati.it/notizie/cambiare-commercialista/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Documenti da recuperare, deleghe, scadenze in corso: i passaggi per cambiare consulente in modo semplice e senza rischi.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cambiare commercialista è più semplice di quanto si creda e si può fare in qualsiasi momento dell’anno. Serve solo un po’ di ordine nel passaggio di consegne, che di solito curiamo direttamente noi.</p>
<h2>Quando è il momento giusto</h2>
<p>Molti scelgono l’inizio dell’anno, per partire puliti con la nuova contabilità. Ma anche a metà anno il passaggio è possibile: basta sapere a che punto sono gli adempimenti e chi si occupa delle scadenze più vicine.</p>
<h2>Cosa recuperare</h2>
<ul>
<li>le ultime dichiarazioni dei redditi e IVA con le ricevute di invio;</li>
<li>registri contabili, bilanci e libri sociali per le società;</li>
<li>modelli F24 pagati e situazione dei debiti fiscali o delle rateizzazioni in corso;</li>
<li>contratti, visura camerale e documenti delle pratiche aperte.</li>
</ul>
<div class="ed-box"><strong>Buona notizia:</strong> molti documenti, come dichiarazioni, F24 e fatture elettroniche, sono comunque disponibili nel tuo cassetto fiscale. Con la tua delega possiamo recuperarli direttamente.</div>
<h2>Deleghe e accessi</h2>
<p>Revoca le deleghe al vecchio consulente e conferiscile al nuovo: cassetto fiscale, servizio di fatturazione elettronica, eventuali deleghe INPS. Se la PEC o la firma digitale erano gestite dal precedente studio, assicurati di averne il controllo.</p>
<h2>Le scadenze in corso</h2>
<p>Il punto più delicato è non lasciare nulla a metà. Nel primo incontro facciamo l’elenco delle scadenze dei prossimi mesi e concordiamo chi le segue, così niente cade nel vuoto.</p>
<p>Vuoi capire come funziona con noi? <a href="/chi-siamo/">Conosci lo studio</a> o <a href="/contatti/">fissa un primo incontro</a>.</p>
<h2>Domande frequenti</h2>
<h3>Posso cambiare commercialista a metà anno?</h3>
<p>Sì. Basta concordare chi segue le scadenze in corso e recuperare la documentazione.</p>
<h3>Il vecchio commercialista deve consegnarmi i documenti?</h3>
<p>I documenti sono tuoi e devono esserti restituiti. Molti, comunque, sono disponibili anche nel cassetto fiscale.</p>
<h3>Vi occupate voi del passaggio?</h3>
<p>Sì, contattiamo noi il professionista precedente e recuperiamo quanto serve, con la tua autorizzazione.</p>
<p class="ed-box"><strong>Hai un dubbio sulla tua situazione?</strong> <a href="/contatti/">Scrivici o prenota una consulenza</a>: in Via Frua 24 a Milano o in videochiamata.</p>
<p>The post <a href="https://www.effedati.it/notizie/cambiare-commercialista/">Cambiare commercialista: come fare senza perdere nulla</a> appeared first on <a href="https://www.effedati.it">Effe Dati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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